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STORIA DELL’ISTITUTO
L’Istituto Tecnico
Industriale Statale "Amedeo Di Savoia Duca D’Aosta"è tra le
più antiche scuole superiori di L’Aquila.
Fortemente voluta per formare manodopera qualificata
da utilizzare nel settore industriale nazionale in fase di
crescita, fu caratterizzata fin dalle origini da una notevole
flessibilità curricolare e seppe, di volta in volta,
adeguarsi ai cambiamenti, spesso repentini, che
caratterizzarono la società e l’economia della prima metà del
secolo, interpretando i bisogni di un’utenza sempre più
disorientata da un mercato del lavoro che vedeva tramontare
l’interesse per le antiche e tradizionali attività legate ad
una società agricolo pastorale e si indirizzava, invece,
verso nuovi mestieri e nuove figure professionali. Negli anni,
adeguandosi via via alle mutate esigenze socio-culturali e
tecnologiche, ha saputo rinnovare la propria proposta
formativa, ampliandola e diversificandola, ma soprattutto
ancorandola al territorio di cui ha saputo rilevare i bisogni
ed interpretare le aspirazioni.
L’integrazione con il territorio, pertanto, è una
peculiarità di questo Istituto, fin dai tempi della sua
istituzione avvenuta con R.D. del 27.6.1909, in seguito al
riordino della vecchia, ma a suo tempo fiorente, scuola di
Arti e Mestieri che ebbe per maestro e direttore Teofilo
Patini.
Successivamente, con R.D. del 10.10.1916, fu
classificata quale Regia Scuola Industriale di secondo grado
per Meccanici ed Elettricisti.
Come Istituto Tecnico Industriale iniziò la sua
attività nell’anno scolastico 1938-39 – unico nella provincia
ed affiancato, nella Regione, da un solo altro Istituto dello
stesso tipo con sede a Chieti – con una sola sezione per
Periti Minerari ed una popolazione scolastica di 100 alunni.
Dall’anno scolastico 1945/46 la sezione mineraria, a
seguito di provvedimento ministeriale, probabilmente motivato
da ragioni di ridimensionamento postbellico, fu soppressa ed
in luogo di essa furono istituite le tre sezioni per
Meccanici, Elettricisti ed Edili.
Il boom economico degli
anni sessanta determinò un incremento notevole della
popolazione scolastica, in quanto i giovani trovavano in
questa tipologia di scuola la risposta alla richiesta di una
formazione professionale qualificata, necessaria per un facile
e rapido inserimento nel mondo del lavoro. L’Istituto, d’altra
parte, attraverso la diffusione dei percorsi formativi con
l’istituzione di nuove specializzazioni dimostrò, ancora una
volta, di essere in grado di interpretare i bisogni di una
società in rapida evoluzione, diventando punto di riferimento
per tanti giovani dell’intera provincia.
Nel 1959-60 fu attivata la specializzazione di
Chimica Industriale.
Nel corso degli anni vennero attivate altre
specializzazioni: nel 1979/80 quella di Informatica
Industriale e nel 1986/87 quella di Elettronica Industriale.
Contemporaneamente e gradualmente venivano adottati,
per alcune specializzazioni, appositi piani di studio
sperimentali che, con D.M. 9.3.94, sono passati ad
ordinamento.
Nell’Anno scolastico 1996/97 è stato attivato il
quinquennio unitario ad indirizzo Scientifico Tecnologico ed
il triennio sperimentale per i rientri formativi, Progetto
Sirio, ad indirizzo elettronica e telecomunicazioni (corso
serale).
Dal 1997/98 è in funzione la sperimentazione di Liceo Tecnico
per la produzioni industriali e servizi tecnici relativa al
biennio e dall’ anno scolastico 1998/99 è funzionante anche
l’analoga sperimentazione sul triennio in particolare per gli
indirizzi
- Tecnologico industria e terziario avanzato:
specializzazione Tecnologie informatiche e della
comunicazione.
Ambiente e salute, specializzazione ambiente
Dal 1994/95 sono stati istituiti,
annualmente, corsi di specializzazione post-diploma in
collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione,
della Regione Abruzzo e in stretta connessione con le
Industrie del territorio dei settori specifici.
Nell’ottica di una formazione ed educazione
permanenti, nell’ anno scolastico 1996-1997 ha iniziato a
funzionare il corso serale "Progetto Sirio" per lavoratori
LA SCUOLA NEL TESSUTO
URBANO
L’Istituto iniziò la sua attività in
un edificio adiacente al Convento dei Salesiani, già sede
della soppressa scuola di Arti e Mestieri. Fu successivamente
trasferito nel palazzo delle Esposizioni, attuale sede della
Regione Abruzzo, di cui continuò ad occupare alcuni fabbricati
anche dopo il successivo trasferimento presso l’attiguo
edificio della ex GIL maschile.
Nel 1961 venne concessa un’altra sede in via degli
Alemanni a cui si aggiunse, nel 1963, la sede di Piazza
S.Silvestro.
Una tale frammentata dislocazione sul territorio
creava indubbiamente difficoltà di carattere organizzativo con
ripercussioni anche sull’attività didattica.
Nel 1968, su progetto
dell’architetto Portoghesi, commissionato dalla Provincia,
iniziava la costruzione dell’attuale sede in via Acquasanta.
A distanza di dieci anni, nel 1978, gran parte delle
classi del triennio poterono occupare finalmente il primo
lotto. Nel 1983 tutto il triennio e gli uffici vennero
trasferiti nel secondo lotto. Nel 1990 il trasferimento venne
completato con l’occupazione, da parte del biennio, del terzo
lotto.
Attualmente l’ITIS costituisce il più vasto
complesso scolastico aquilano; è ubicato in un insieme di
edifici nuovi e funzionali, nella zona ovest della città, al
centro di una fitta rete di vie di comunicazione e all’uscita
dello svincolo autostradale.
La scuola è strutturata alla maniera di un
centro polivalente con una architettura modulare che rende
possibile ai giovani l’accesso e l’utilizzo di spazi
differenziati ed autonomi.
CONTESTO SOCIO
ECONOMICO CULTURALE
L’Istituto Tecnico
Industriale è nato e vive in stretto contatto con la realtà
produttiva del nostro territorio.
La zona della provincia di L’Aquila è stata
caratterizzata, fino a qualche anno fa, da una attività
industriale particolare ed autonoma per la sua organizzazione,
prevalentemente di ambito elettronico e chimico farmaceutico,
ora in forte crisi, determinata dalla chiusura delle fabbriche
di elettronica. Il terziario è piuttosto stentato ed ancora
non riesce a decollare.
A questa area industriale, fino a qualche anno fa, ma
non unicamente, era indirizzata la formazione tecnica dei
giovani che frequentano l’Istituto e con quanto sopravvive di
questa area ( MICRON) la nostra Scuola collabora attraverso
un’intensa attività progettuale, allo scopo di coniugare la
valenza formativa, propria dell’istituzione scolastica, con le
esigenze del mondo del lavoro, poiché risulterebbe utopistico
pensare di definire contenuto e peculiarità dei bisogni
formativi degli alunni, conducendo un’analisi sociologica che
partisse solo dalle conoscenze della scuola, senza avvalersi
della collaborazione di professionisti.
E’, inoltre, vero che la crisi occupazionale ha
determinato la necessità di guardare al lavoro con un’ottica
non più locale, ma, anzi, nazionale ed europea e questo,
probabilmente, giustifica l’alto numero di allievi che si
iscrivono alle facoltà di Ingegneria, ben sapendo che il loro
destino lavorativo dovrà compiersi al di fuori della nostra
Regione e forse anche del nostro Paese.
Ad ogni buon conto le conoscenze acquisite attraverso
il quotidiano lavoro del personale della scuola, le
informazioni recepite in ambito territoriale, gli appositi
questionari di rilevamento somministrati agli studenti hanno
consentito di arrivare ad una sensata e condivisa
rappresentazione della complessità della situazione in cui si
opera e dei bisogni formativi espressi dalla specifica utenza.
In realtà, in questo Istituto entrano ragazzi di 14
anni, in piena fase adolescenziale, ed escono, maggiorenni,
in grado di influire sulle scelte politiche e sociali del
paese. La funzione della scuola, in una fase così delicata di
crescita e di cambiamento radicale del giovane, è essenziale.
Essa è sicuramente un fattore, anche se non l’unico,
determinante a favorire o meno una formazione armonica
dell’individuo e la nascita di un cittadino rispettoso delle
regole della società in cui è inserito.
Ancora più complesso risulta il ruolo formativo della
scuola se si tiene conto delle specifiche connotazioni
dell’utenza di questo Istituto, che appare molto eterogenea
per aspirazione sociale e provenienza socio culturale.
Infatti, se fino agli anni Settanta si iscrivevano a
questo Istituto prevalentemente figli di operai che vedevano
nel diploma tecnico un mezzo di promozione sociale in quanto
poteva consentir loro l’inserimento in un contesto
socio-lavorativo più elevato rispetto a quello dei propri
genitori, allo stato attuale numerosissimi sono gli alunni
provenienti da famiglie inserite in un contesto socio-
culturale qualificato e comunque portati ad iscriversi a
questo tipo di Istituto non soltanto per poter usufruire di
migliori opportunità di lavoro, ma anche per poter conseguire
una preparazione di base di tipo tecnico-scientifico da
mettere a frutto nel proseguimento degli studi all’Università.
E’ presente in città, infatti, un Ateneo prestigioso e di
antica tradizione che trova il suo punto di forza soprattutto
nelle facoltà scientifiche ( FISICA, MATEMATICA, INGEGNERIA,
ecc.).
Anche per venire incontro alle esigenze dell’utenza
in questo senso, nel 1998 è stata attivata una prima sezione
di Liceo Scientifico Tecnologico il cui successo ha portato,
l’anno seguente, all’apertura di un altro corso , fino a
giungere agli attuali quattro corsi.
Nel territorio sono presenti, inoltre, numerose e
prestigiose istituzioni culturali che offrono stimoli continui
alla formazione degli alunni, dalla Società dei Concerti al
Teatro Stabile, all’Istituto cinematografico "La lanterna
magica", solo per citare i più noti.
Nonostante ciò, tuttavia, la percentuale degli alunni
che dedicano parte del loro tempo alle attività culturali ed
alla lettura è molto bassa, mentre è alto il numero di coloro
che si dedicano alla pratica sportiva o denotano interessi
musicali. La presenza in città di un Conservatorio e di una
Facoltà di Scienze Motorie, ha fatto sì che molti ragazzi
incanalassero in questa direzione la passione dimostrata in
tali campi.
Gli alunni mediamente dichiarano un sufficiente
interesse per lo studio, ma si evidenziano, nella maggior
parte dei casi, difficoltà nell’apprendimento legate
prevalentemente ad una mancanza di metodo di studio e ad una
non sufficiente applicazione e rielaborazione pomeridiana.
Una percentuale significativa degli alunni che si
iscrive al primo anno in questo Istituto, ha conseguito la
licenza media con votazione sufficiente.
Prevale decisamente la popolazione maschile su quella
femminile; notevole è la presenza di alunni stranieri.
I disagi logistici evidenziati dagli alunni sono
legati soprattutto ai mezzi di trasporto che, molto spesso,
hanno orari non coincidenti con l’inizio e il termine delle
attività scolastiche. Si rilevano, pertanto, permanenze fuori
casa per periodi di tempo più elevati del necessario e ciò
condiziona, sovente, in senso negativo l’applicazione allo
studio.
Pur avendo una buona conoscenza delle attività
promosse dalla scuola ed un discreto interesse per le stesse,
non sono molti gli alunni che partecipano in prima persona ai
vari progetti extrascolastici, limitati in tale
partecipazione dal pendolarismo e da altri impegni personali.
Alla luce delle considerazioni fatte, pertanto, la
scuola dovrà interrogarsi sui bisogni degli studenti e sulle
vocazioni non solo del territorio, ma del contesto nazionale
(e non solo) per cercare di dare risposte adeguate in modo che
essi riescano a superare anche situazioni di disagio e di
difficoltà. Si farà portatrice di proposte culturali ed
educative appropriate, intesserà con le Istituzioni e con il
mondo del lavoro un dialogo costruttivo ed offrirà occasioni
atte a rendere l’alunno protagonista del proprio processo di
apprendimento.
Prof.ssa Franca Fulgenzi
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